Qui sotto c’è un post totalmente fotografico dedicato interamente all’Olanda. In particolar modo ad Amsterdam. Solo un testo campeggia all’inizio e alla fine: “tradizione-modernità senza soluzione di continuità”. Può sembrare un paradosso, inneggiare alla tradizione che si mescola alla modernità, in Olanda. Non lo è, è un popolo che sotto molto punti vista è assai più legato alle tradizioni di quanto si creda. Ovviamente, sto parlando del paesaggio, del costruito, dell’urbanistica olandese. Spesso e volentieri si identifica questo paese con i Koolhaas, con gli MVRDV. Sì, insomma, gli olandesi volanti. Invece nella banale ordinaria amministrazione (banale… per loro banale… per noi sarebbe lunare!) domina la scena una ottima architettura, un’ottima urbanistica e, soprattutto, compatta. Compatta… sì, molto compatta. Sembra che gli olandesi ce l’abbiano nel sangue che il mondo va abitato in modo compatto se non vuoi mandarlo a farsi sfottere. Sì, quello che stiamo scoprendo noi solamente oggi. Oggi, dopo aver, appunto, mandato a farsi sfottere il nostro paesaggio. Isolati, fronti strada, corti... isolati che si ibridano, si contaminano, si rompono e si ricompongono mixando uffici, negozi, residenze plurifamigliari, schiere e persino case unifamiliari. Eh sì, anche gli olandesi sognano, come noi, la bella casetta monofamigliare, ma sanno benissimo che mica possono permettersela facilmente. Pena l’andar sottacqua. Il tutto mescolando strumenti moderni, pre-moderni, post-moderni ecc ecc. Beh, io li chiamo così, per loro son strumenti e basta. Però, cazzarola, che fortuna rischiare l’annegamento… l’avessimo rischiato noi, forse un po’ di disastri ce li saremmo risparmiati! E poi? Che altro c’è che loro hanno e noi no? Beh, 4 secoli di confronto con la modernità, col libero mercato, con la tecnica, con l’industria. Eh sì, noi siam dei bambini in confronto. Talmente a loro agio con la modernità, col mercato e col capitalismo da permettersi il lusso di esser socialdemocratici nell’architettura e nell’urbanistica: 40% di residenziale costruita dal pubblico.
Eh si, ben piantanti per terra son ‘sti olandesi. Anzi, nell’acqua, ed è la loro fortuna.
Gli interventi di Gregotti sono assai migliori dal vivo che in foto. Linguaggio rigoroso, poco incline alle mode. Spazi chiusi, corti, patii seminterrati, fronti strada… un’architettura civile. Forse poteva esser meno monumentale, più domestico, soprattutto nella parte residenziale, forse poteva esser più attento alla vivibilità (qualche elemento in più, che filtrasse dalla scala urbanistica a quella umana, non gustava) ma in generale la sensazione è di un’architettura ben progettata, studiata, di elevata qualità e, probabile, che Milano sia perfettamente in grado di sostenere il confronto con la forza che sprigiona. Chissà se nel tempo vi riusciranno altrettanto le forme sinuose e alla moda del palazzo della regione e di City Life. Ne dubito.
- Sono di centrosinistra
- Sì, ma sei veneto, anzi, direi di più: sei vicentino
- E quindi?
- E quindi, per quanto tu possa essere di sinistra è probabile che rispetto alla media italiana tu sia di destra
- Come dire che un bolognese berlusconiano sta a sinistra rispetto a me?
- Assai probabile.
Mi dissocio. Mi dissocio da chi tratta di architettura perchè, a me, interessa prima l'abitare dell'abito. Mi dissocio da quelli che pensano che sia colpa di qualcuno, li inviterei a studiare un po' di paesaggio così capiscono che cavolo ci sta sotto, il paesaggio. Ma mi dissocio anche da quelli che pensano di scrivere cose di complesse ma di complicato c'hanno solo quello che scrivono e, di solito, dopo due righe mi son perso (ma che ci vuoi fare è colpa mia che non c'ho il navigatore e poi, chissà, probabile che anche qui da me si perda qualcuno). Mi dissocio da chi ideologizza l'architettura ed è in campagna elettorale anche se a me, di parlar di architettura per l'architettura, mi annoia assai. Mi.......... dissocio.......... da........... quel tizio ..................... che....... c'avrà....... sessant'anni...... o....... giù di lì......... ma........ scrive.... con... così........ tanti........ puntini........ che......... par....... stia........ scrivendo.............'na.......... ragazzina......... tredicenne....... al primo....... sollazzamento....... amoroso............ E poi, mi dissocio anche da chi non mette le virgolette, ma forse è meglio così che se le mettesse le dovrebbe ficcare all'inizio e chiuderle all'ultima parola. E a 'sto punto mi dissocio pure da chi pensa sia un problema di strumenti e tecniche e non di prassi. Ma quasi quasi mi dissocio anche da chi pensa che la casa di dio ce lo deve avere più lungo di tutti. E mi dissocio pure da chi trans di qua e trans di là che non ce ne capisco più 'na mazza (e forse è meglio così). Mi dissocio da chi pensa ancora che l'architettura sia l'arte dello spazio e abbia bisogno di un osservatore. Mi dissocio da chi pensa di appartenere ad una cultura che privilegia la città... ma poi quella cultura è la prima a rifilarti la gnù taun. Mi dissocio da chi dà la colpa ai comunisti perchè non gli pubblicano i progetti (e sì... la maggior casa editrice di architettura in Italia è in mano ad un comunista). Ma, soprattutto, mi dissocio da chi pensa, dopo che abbiam perso il centro, che vi sia un nuovo Messia in arrivo perchè, cazzarola, gli rispondo che tutti abbiam diritto al nostro cattivo gusto, pure Dio.
Nell'immagine progetto per una casa di piacere di Claude-Nicolas Ledoux
Dopo aver raddrizzato l'avatar, per adeguarlo allo spirito dei tempi, LineadiSenso s'è messo alla ricerca di prove inconfutabili della nuova moda che oramai aleggia nelle prossime collezioni dello Zeitgeist. La mente si ricalibra... le prospettive ruotano verso le nuove stella polari che orienteranno le prossime Forme... quasi fosse un'emanazione divina (quasi? macchè, niente quasi!) l'intero IO si deve concentrare a ricercar dettagli che possano dimostrare la presenza del divino tra noi...(1) ed ecco che il miracolo si avvera... da una selva oscura le nebbie si diradano... (2) il nuovo Zeigeist è tra noi... è un Segno... la Rinascita è qui... basta relativismo perverso... basta auto-coscienza della propria modernità... eccola qui la prova... la nuova collezione autunno-inverno dello Zeitgeist è ormai tra noi...
Comunque, aspettiamo un po', la ritroveremo sicuramente scontata.
(1) aggiungete pure che masculo sono, quindi geneticamente NO-multitasking!
(2) macchè! stavo a eliminar tossine e chili con la mia bici e c'ho visto 'sta roba, mi son detto: la fotografo, sia mai che mi serve.
Il nuovo spirito del tempo aleggia nell'aria... la voglia di "ritorno all'ordine" ormai impera... la "perdita del centro" è solo un labile ricordo... e LineadiSenso, che fa? può non esser cool? può non esser di moda? può non esser al passo con la nuova collezione primavera-estate dello zeitgeist? con tono di voce simil demone-La Russa... di-cia-mo-cie-lo... NO! Mandiamo in soffitta il vecchio avatar basato sul rinascimentale Garamond e optiamo per un ben più alla moda Mostra: carattere super-amato nel ventennio, tanto che mica ce l'ha il minuscolo (ai tipi piaceva gridare) e quindi ci aggiungiamo la "d" del futura tanto per ricordare le avanguardie però raddrizziamo 'sta S e la appoggiamo sopra la terra, sia mai che perdiam le radici per strada!